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Prima del ruolo viene il progetto

Molte PMI iniziano la ricerca da un titolo: Export Manager, Temporary Export Manager, Export Area Manager, International Sales Manager o consulente export. Ma lo stesso titolo può indicare lavori molto diversi.

L’impresa deve prima chiarire quali mercati vuole sviluppare, quali prodotti e applicazioni devono essere prioritari, se cerca clienti diretti, agenti, distributori o partner locali, quali relazioni commerciali sono già presenti, quali risultati si aspetta nei primi 12 mesi, quali risorse e autonomia può mettere a disposizione e chi, all’interno dell’azienda, seguirà il progetto.

Senza queste risposte si rischia di scegliere una persona valida per affidarle una missione confusa.

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Quando è più adatto un Export Manager interno?

Una figura interna è normalmente più coerente quando lo sviluppo internazionale rappresenta una funzione continuativa dell’impresa.

L’inserimento non si esaurisce con la selezione. La persona deve trovare obiettivi comprensibili, informazioni disponibili, strumenti adeguati e interlocutori interni capaci di prendere decisioni.

  • L’azienda ha già individuato mercati e priorità.
  • Esistono attività commerciali quotidiane sufficienti.
  • Clienti, agenti o distributori richiedono un presidio costante.
  • La persona deve collaborare stabilmente con direzione, ufficio tecnico, marketing, produzione e assistenza.
  • L’impresa vuole costruire competenze interne nel lungo periodo.
  • Responsabilità, autonomia e indicatori di risultato sono già abbastanza chiari.

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Quando può servire un Temporary Export Manager?

Il Temporary Export Manager interviene normalmente per una fase definita e con una missione precisa.

La temporaneità non dovrebbe significare presenza occasionale o obiettivi vaghi. Deve essere chiaro che cosa il manager è chiamato a costruire, entro quale periodo e quali responsabilità rimarranno poi all’organizzazione.

  • Verificare il potenziale internazionale dell’impresa.
  • Scegliere mercati e canali prioritari.
  • Costruire o riorganizzare una rete commerciale.
  • Riattivare agenti e distributori poco produttivi.
  • Preparare il successivo inserimento di una figura interna.
  • Gestire temporaneamente una discontinuità organizzativa.
  • Introdurre metodo, strumenti e criteri che resteranno nell’impresa.

Confronto

Confronto sintetico

AspettoExport Manager internoTemporary Export Manager
OrizzonteContinuativoPeriodo e missione definiti
Esigenza principalePresidio stabileAvvio, cambiamento o accelerazione
IntegrazioneStruttura aziendale permanenteAffiancamento temporaneo alla struttura
Risultato attesoSviluppo e gestione nel tempoProgetto, metodo e trasferimento
InvestimentoCosto organizzativo continuativoCosto collegato a durata e obiettivi
Condizione necessariaCarico di lavoro e responsabilità stabiliMandato chiaro e accesso alle decisioni
Rischio principaleInserire una persona senza una missione definitaLimitarsi ad attività senza trasferire capacità

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Una terza possibilità: separare progetto e inserimento

Non sempre la scelta deve essere immediatamente tra interno e temporary. L’impresa può prima definire il progetto, verificare mercati e interlocutori e chiarire il lavoro necessario.

Solo successivamente può decidere se assumere un Export Manager, affidare una fase a un Temporary Export Manager, utilizzare una combinazione delle due soluzioni oppure mantenere internamente la responsabilità e affidare all’esterno attività specialistiche di ricerca e qualificazione.

Questa sequenza riduce il rischio di cercare una persona prima di sapere esattamente quale risultato dovrà produrre.

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Che cosa valutare nei candidati

Curriculum, lingue e Paesi conosciuti non bastano. Una persona può avere un profilo eccellente ed essere comunque poco adatta alla missione specifica dell’impresa.

  • Esperienza con prodotti e cicli di vendita comparabili.
  • Capacità di vendere direttamente e attraverso partner.
  • Conoscenza di agenti, distributori, OEM o integratori.
  • Metodo nella ricerca e qualificazione degli interlocutori.
  • Capacità di lavorare con strutture snelle.
  • Autonomia compatibile con quella realmente concessa.
  • Disponibilità a viaggiare e presidiare i mercati.
  • Qualità delle evidenze portate a sostegno dei risultati dichiarati.

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Quali risultati fissare nei primi 12 mesi?

Gli obiettivi devono dipendere dal punto di partenza. Non sempre il fatturato è il primo indicatore utile.

Per macchine, impianti e prodotti tecnici complessi, il ciclo di vendita può durare molti mesi. Valutare la persona soltanto sugli ordini iniziali può quindi restituire una lettura incompleta.

  • Definizione dei mercati e dei clienti prioritari.
  • Numero e qualità degli interlocutori contattati.
  • Incontri commerciali ottenuti.
  • Agenti o distributori qualificati.
  • Opportunità e offerte generate.
  • Tempi e qualità dei follow-up.
  • Accordi avviati e informazioni raccolte dal mercato.
  • Solidità della pipeline e capacità trasferite all’organizzazione.

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La domanda decisiva

Il vero confronto non è soltanto tra Temporary Export Manager ed Export Manager interno. È tra inserire una risorsa, affidare un incarico e costruire un progetto internazionale governabile.

La persona giusta può fare molto. Ma non può compensare indefinitamente obiettivi confusi, decisioni lente, strumenti insufficienti o un’organizzazione che non partecipa al progetto.

Prima di cercarla conviene quindi definire il risultato, le responsabilità, le risorse disponibili e le condizioni nelle quali dovrà lavorare.

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Prima di avviare la ricerca

ExportPartner aiuta le PMI industriali a definire e selezionare figure commerciali specialistiche coerenti con il lavoro da svolgere.

Prima viene chiarita la missione. Poi vengono concordati profilo e criteri di valutazione. Successivamente vengono ricercati e intervistati i candidati.

Entro due mesi dall’avvio presentiamo una shortlist di almeno tre figure commerciali specialistiche qualificate, in target e disponibili ad approfondire.

FAQ

Domande frequenti

Quanto costa un Temporary Export Manager?

Il costo dipende da durata, impegno richiesto, mercati, trasferte e responsabilità affidate. Il confronto corretto non è soltanto con la retribuzione di un dipendente, ma con il costo complessivo del progetto, la flessibilità necessaria e ciò che dovrà rimanere all’impresa al termine dell’incarico.

Il Temporary Export Manager vende direttamente?

Può farlo se previsto dalla missione, ma può anche occuparsi di mercati, reti commerciali, organizzazione e avvio del progetto. Attività e responsabilità devono essere definite prima dell’incarico.

Quando conviene assumere un Export Manager?

Quando l’azienda dispone di un’esigenza continuativa, di responsabilità stabili, di risorse adeguate e di un progetto abbastanza chiaro da giustificare un inserimento permanente.

Un consulente può sostituire l’Export Manager?

Può svolgere attività specialistiche o accompagnare una fase, ma non dovrebbe esistere ambiguità su chi abbia responsabilità commerciale, autonomia decisionale e presidio quotidiano.

Come si prepara la selezione?

Definendo missione, prodotti, mercati, clienti, canali, autonomia, risorse, competenze indispensabili e risultati attesi. Solo dopo si costruisce il profilo della persona da cercare.

Per approfondire

Dal criterio alla decisione.

Alberto Pavoni · Business Development Architect™ · Senior EXIM UNI 11823 & Assessor