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Il contesto: prodotti custom e decisioni lunghe
L’impresa è una piccola realtà italiana della meccanica evoluta. Realizza sistemi altamente personalizzati per clienti industriali internazionali, con commesse che possono partire da alcune decine di migliaia di euro e arrivare a valori molto più importanti.
La vendita non si conclude con una presentazione commerciale. Richiede comprensione dell’applicazione, dialogo con interlocutori tecnici, costruzione della soluzione, verifiche economiche e una sequenza di decisioni che può durare sei, dodici o diciotto mesi. I clienti sono distribuiti in più continenti e le opportunità devono essere seguite anche quando non producono risultati immediati.
La richiesta iniziale sembrava lineare: trovare un Export Manager. Ma il titolo della posizione non definiva ancora il lavoro da svolgere, né le condizioni nelle quali la persona avrebbe dovuto produrre risultati.
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Prima della ricerca: quale problema deve risolvere?
“Ci serve un Export Manager” può nascondere esigenze molto diverse. L’impresa può voler ridurre la dipendenza dalla proprietà, sviluppare mercati trascurati, dare continuità a contatti già acquisiti, costruire una rete di partner oppure governare meglio opportunità tecnicamente complesse.
Se queste esigenze non vengono distinte, il rischio è selezionare una persona valida per una funzione diversa da quella realmente necessaria. Un manager abituato a gestire reti consolidate non coincide necessariamente con chi sa aprire mercati. Un buon negoziatore non è automaticamente adatto a costruire una funzione quasi da zero. Una forte esperienza internazionale può essere poco trasferibile in un’organizzazione più piccola e meno strutturata.
Per questo il primo lavoro non è stato cercare candidati. È stato tradurre le aspettative dell’imprenditore in responsabilità, situazioni operative e risultati osservabili.
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Il profilo oltre il titolo professionale
Nel caso specifico, conoscere le lingue, aver viaggiato e aver già lavorato nell’export erano condizioni necessarie, ma non sufficienti. Il profilo richiedeva una combinazione più rara: formazione tecnico-commerciale, capacità di comprendere prodotti custom, credibilità con decisori e tecnici, attitudine alla ricerca di nuove opportunità e disciplina nel seguire cicli lunghi.
Serviva inoltre una persona capace di lavorare a fianco dell’imprenditore senza dipendere continuamente da lui. Qualcuno disposto a rappresentare l’azienda con responsabilità, ma anche a confrontarsi con una PMI nella quale processi, strumenti e supporti non sono quelli di una multinazionale.
Il profilo è stato quindi costruito su cinque dimensioni concrete.
- Esperienza nella vendita di macchine, sistemi o soluzioni tecniche complesse e personalizzate.
- Capacità di dialogare con interlocutori industriali diversi, dalla funzione tecnica alla direzione.
- Attitudine hunter: ricerca di progetti e clienti nuovi, non soltanto gestione di portafogli esistenti.
- Pazienza commerciale e metodo per presidiare trattative lunghe senza perdere direzione.
- Compatibilità con ritmi, risorse, valori e modalità decisionali di una PMI imprenditoriale.
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Perché il curriculum non bastava
La ricerca ha fatto emergere professionisti con mercati, lingue, ruoli e referenze di livello. Sulla carta, alcuni profili apparivano particolarmente forti. Ma il curriculum racconta soprattutto ciò che una persona ha fatto; l’imprenditore sta investendo su ciò che quella persona riuscirà a fare nel nuovo contesto.
Il confronto ha quindi cercato evidenze dietro le definizioni. Come era stata aperta un’opportunità? Quale ruolo aveva avuto il candidato in una vendita complessa? Come reagiva nei mesi in cui la trattativa non avanzava? Di quali supporti disponeva nell’esperienza precedente? Quanto del risultato dipendeva dalla notorietà del marchio, dalla struttura aziendale o da relazioni già esistenti?
Queste domande non servivano a mettere in difficoltà i candidati. Servivano a distinguere l’esperienza dichiarata dalla sua trasferibilità e a rendere comparabili percorsi professionali molto diversi.
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La variabile decisiva: la compatibilità
In una PMI, competenza e compatibilità non possono essere separate. La persona selezionata dovrà costruire fiducia con un imprenditore che ha sviluppato l’azienda in decenni di lavoro, inserirsi in equilibri esistenti e contribuire a far evolvere il sistema senza delegittimarlo.
Compatibilità non significa somiglianza personale né assenza di confronto. Significa poter lavorare con aspettative, ritmi e gradi di autonomia reciprocamente sostenibili. Comprende il modo di prendere decisioni, la disponibilità a viaggiare, la relazione con la tecnica, la tolleranza per l’incertezza e la capacità di comunicare problemi prima che diventino conflitti.
Il candidato più prestigioso non è necessariamente quello giusto. In questo tipo di decisione, un’eccellente esperienza poco compatibile può produrre meno valore di un profilo solido, motivato e realmente adatto al contesto.
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Il risultato utile della selezione
Il percorso ha trasformato una richiesta generica in una rosa ristretta di candidati coerenti, valutati con criteri comuni e presentati all’impresa mettendo in evidenza non soltanto i punti di forza, ma anche le condizioni necessarie perché ciascun profilo potesse funzionare.
Questo è un risultato sostanziale anche prima dell’eventuale assunzione. Consente all’imprenditore di confrontare alternative reali, comprendere i compromessi e decidere con maggiore consapevolezza quale combinazione di esperienza, potenziale e compatibilità meriti l’investimento.
La selezione non elimina il rischio. Evita però che una decisione strategica venga ridotta alla somma di anzianità, mercati conosciuti e lingue parlate. Una figura interna non adeguata può compromettere due anni di lavoro; per questo vale la pena dedicare tempo a capire la domanda prima di scegliere la risposta.
Per approfondire
Dal criterio alla decisione.
- International Talent
Definizione del profilo, ricerca e valutazione di figure capaci di sostenere lo sviluppo internazionale. - Agente, distributore, partner o Export Manager?
Quattro risposte diverse a problemi che spesso vengono confusi tra loro. - Il metodo TEAM
Per collegare persone, mercati, accordi ed esecuzione in un sistema governabile.
Alberto Pavoni · Business Development Architect™ · Senior EXIM UNI 11823 & Assessor